Video dell’incontro ‘La tecnica come arte umana’. A cura di Assoetica. Casa della Cultura di Milano, via Borgogna 3. Venerdì 30 gennaio 2026 ore 18


La tecnica come arte umana. Incontro a cura di Assoetica e Casa della Cultura di Milano.

L’incontro avrà luogo presso la Casa della Cultura, via Borgogna 3. Venerdì 30 gennaio 2026 ore 18. In presenza e in streaming.

Parteciperanno con me all’incontro Massimo Berlingozzi, Bice Dellarciprete, Giacomo Venir.

Avrete certo letto libri e partecipato a moltissimi eventi dove un qualche ‘esperto’, parlando dal podio, dal pulpito, vi spiega le meraviglie di sempre nuove tecnologie.

Sarete anche un po’ stufi di questi inni al progresso. Perciò vi propongo qualcosa di differente.

 

LA TECNICA COME ARTE UMANA

ESISTE UNA NOTEVOLE DIFFERENZA TRA

‘TECNICA’ E ‘TECNOLOGIA’

CHI CONSIDERA I DUE TERMINI SOVRAPPONIBILI

SCHIACCIA LA ‘TECNICA’ RIDUCENDOLA A ‘TECNOLOGIA’

Qui la locandina in formato pdf

Qui il video dell’incontro 

Una approssimazione all’argomento sta nell’articolo La tecnica e il proprio corpo. La via di Turing e l’opposta via di Marcel Mauss, apparso su Stultifera Navis.

La tecnica come arte umana
Viene insegnato che avere a che fare con la tecnica significa avere a che fare con uno strumento, o una macchina.
Viene insegnato che tecnica e tecnologia sono sinonimi.
Niente di tutto questo è vero.

La tecnica è conoscenza di sé stessi.
La tecnica consiste innanzitutto nell’usare le proprie capacità, esistenti a prescindere da qualsiasi strumento macchina: le mani, i piedi, la capacità di meditare, la memoria
Si può certo, in un secondo momento, usare strumenti e macchine per ampliare le proprie capacità. Ma il tendere presente la propria capacità di agire senza strumenti e senza macchine è fondamentale per non cadere in un uso passivo di macchine e strumenti.
Esiste in ogni caso una differenza tra uno strumento o una macchina che l’essere umano costruisce per sé, o adatta a sé -conoscendo sé stesso, i propri bisogni, le proprie intenzioni; conoscendo il proprio modo di intendere la libertà- e uno strumento o una macchina costruiti da un tecnico lontano – che pretende di sapere meglio di noi stessi i nostri bisogni, le nostre intenzioni, e il nostro modo di intendere la libertà.
La figura del tecnico lontano si consolida nel 1800, quando alla parola tecnica ne viene sostituita un’altra: tecnologia.
La tecnologia è la tecnica asservita al business.

Fiumi di parole sono stati spesi per intendere il senso del greco techne. Ma il percorso di senso più costruttivo per intendere il senso della tecnica sta nel guardare alla traduzione latina del greco techne. Techne si traduce in latino con ars.
Risulta chiarissimo a ognuno di noi che la parola arte ci parla di un lavoro, di un mestiere, e allo stesso tempo ci parla di parla di cosa fatta bene, di cosa bella, di cosa buona.
Possiamo anche ricordare che la parola ‘arte’ discende dalla stessa radice da cui discendono ‘arto’, e in inglese ‘arm’. Sempre rimandi al nostro corpo.

Questo è in fondo la tecnica: spazio aperto al consapevole agire umano, che cresce con l’esperienza.
Troppo spesso ci arrendiamo ad una dipendenza acritica da tutto ciò che ci viene imposto: i frutti della tecnologia.
Riscopriamo invece la bellezza e la libertà della tecnica.