Sabato 15 novembre 2025, ore 9-13, avrà luogo il Seminario Orientarsi nell’era dell’intelligenza artificiale: prospettive, timori, possibilità, organizzato dal Centro Ricerche Psicoanalitiche di Gruppo (CRPG), appartenente all’Istituto Italiano Psicoanalisi di Gruppo. Online su Zoom a questo indirizzo. Partecipazione gratuita.
Il mio intervento, ore 9 e 10, ha per titolo: Un alieno nei gruppi.
Non so cosa dirò. Non ho ancora preparato una traccia. E poi so che anche avendo preparato una traccia, quando sarò immerso nella situazione, nel lavoro di gruppo, mi lascerò probabilmente guidare dall’atmosfera, da momento, dal contesto. Anche se ci incontreremo online il seminario sarà, in effetti, un ‘lavoro di gruppo’.
Ma fin d’ora ho motivi per riflettere. Ci incontreremo su Zoom. E so già che sulla destra dello schermo troverò l’icona del ‘Companion AI’ che aspetta di essere convocato nell’incontro. Di che presenza si tratta?
Possiamo intendere in modi differenti la presenza nell’AI, nel qui ed ora di un incontro su Zoom, in un gruppo di lavoro, nella relazione terapeutica,
In ogni caso è una presenza aliena.
Latino alius: ‘altro’. Verbo latino alienare: dar via, cedere, mettere in mano altrui, espropriare, togliere il senso, paralizzarsi, cadere in letargo.
Si affollano immagini. L’alienazione di cui parla Marx: l’essere umano reso estraneo a sé stesso, al prodotto del suo lavoro, alla sua attività produttiva e ai suoi simili. L’alieno: extraterrestre, marziano.
Come influisce sul lavoro di gruppo, sulla vita del gruppo, la presenza aliena dell’AI?
Possiamo provare a dire qualcosa facendo riferimento agli assunti di base sulle dinamiche di gruppo proposti da Wilfred Bion.
Dipendenza. Il gruppo cede all’idea che la salvezza e le soluzioni provengano dall’AI.
I membri diventano passivi, aspettando che l’AI risolva i problemi e intervenga in caso di difficoltà.
Attacco e fuga. La presenza dell’IA è ‘aliena’, invisibile, asimmetrica, inconoscibile. Difficile sia attaccare che fuggire. Ne consegue depressione.
Accoppiamento. Il gruppo ripone la sua speranza nella relazione con l’AI. C’è un’aspettativa messianica che l’AI salvi il gruppo.
La differenza tra questo atteggiamento e la dipendenza sta nel fatto che i membri del gruppo e il gruppo nell’insieme, si adattano all’AI, cambiano per via dell’interazione con l’AI.
Grazie a Paolo Magatti per l’invito.
