Qui il video del seminario:
Tutto ciò che sembra nuovo e specifico nella computer science discende da una umana produzione di conoscenza, di cui i costrutti informatici non sono che una delle manifestazioni.
Possiamo quindi intendere l’informatica umanistica come lettura critica dell’informatica e della cultura digitale alla luce di chiavi di lettura di stampo umanistico. (Ne ho scritto di recente -13 ottobre 2024- nell’articolo intitolato L’informatica è umanistica).
Ciò può essere ben esemplificato guardando alla filologia: disciplina volta a reperire, ricostruire e interpretare i testi e a mettere in luce tutto ciò che può favorirne la comprensione.
Nel seminario si prenderà in esame l’esemplare opposizione tra due approcci alla filologia.
L’opposizione introduce a interessanti domande generali attorno all’interrogativo: ‘Che cosa è la letteratura?‘, ed ai ruoli dell’autore, del critico e del lettore.
Alla luce delle differenti lezioni di Lachmann e di Bédier si rifletterà su come i testi, ed ai ruoli dell’autore, del critico e del lettore, mutano nel transito dal testo appoggiato su codice cartaceo al testo appoggiato su codice digitale.
Ma sopratutto si porrà l’accento su come i due differenti metodi illustrino in modo chiarissimo due approcci all’informatica.
Per esempio: dal lato di Lachmann l’emendatio, la ricerca della certezza del dato, della completezza dei dati. Dal lato di Bédier l’accettazione del fatto che i dati sono sempre in qualche misura sporchi ed imprecisi Dalla parte di Lachmann: modellizzazione e struttura. Dalla parte di Bediér: accumulazione e interpretazione per via di inferenze, tentativi ed errori.
Dalla parte di Lachmann: agenti. Dalla parte di Bédier, esseri umani mossi dal gusto e dalle emozioni.
Grazie a Enrica Salvatori e Maria Simi per l’invito.
Torno così con piacere nel mondo che ho frequentato per tanti anni come docente a contratto. Vicino ai temi trattati in entrambi i corsi che tenevo: ‘Tecnologie dell’Informazione e produzione di letteratura’ e ‘Knowledge Management.
