‘Il lavoro umano da Adriano Olivetti a Dario Amodei. Dal Welfare al Webfare’. Incontro gratuito online a cura di Velletri 2030. Venerdì 12 settembre 2025 ore 18


Il lavoro umano da Adriano Olivetti a Dario Amodei. Dal Welfare al Webfare
Incontro online
Venerdì 12 settembre 2025, ore 18-20. A cura di Velletri 2030.

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Il lavoro umano non è solo fatica dalla quale allontanarsi, non è solo fonte di remunerazione. E’ costruzione del Sé. E’ partecipazione alla società. E’ sinonimo di cittadinanza attiva.

Oggi questa concezione del lavoro -che pure ha radici profondissime nella storia e nella cultura, ed è sancita dalla nostra Costituzione- è svilita e quasi dimenticata. Ed appare anche impraticabile nel quadro politico, economico e tecnologico nel quale ci troviamo a vivere.

Per parlare di ciò che il lavoro è, siamo costretti a tornare indietro nel tempo, e a ricordare esemplari ‘datori di lavoro’ della metà del secolo scorso.

Adriano Olivetti ci mostra come lo stesso scopo dell’impresa -generare profitti attraverso la vendita di manufatti- è subordinato al mantenimento di un impegno: offrire lavoro. L’offrire lavoro è un impegno etico, valoriale, ma è anche via attraverso la quale cercare la prosperità dell’impresa. Il lavoro umano, infatti, è fonte di conoscenze, di innovazione, di miglioramento della qualità del ciclo produttivo e dei prodotti. Così il cerchio si chiude, e l’offerta di lavoro finisce per essere anche mezzo tramite il quale generare profitti e garantire futuro all’impresa.

Per comprendere come si sia oggi lontani da questo modello d’impresa, è utile confrontare la figura di Adriano Olivetti con la figura di Dario Amodei, computer scientist diventato imprenditore, esemplare esponente della nuova imprenditoria della Silicon Valley dedita all’industria dell’Intelligenza Artificiale. L’impresa si chiama Anthropic -che significa ‘riguardante l’essere umano e il suo agire’. Ma Amodei appartiene a una generazione di imprenditori che considera il lavoro umano prescindibile. Il lavoro è inteso come pura forza lavoro, energia -workflow- che può essere offerta indifferentemente da esseri umani o macchine. E scopo dell’impresa è progettare e vendere intelligenze artificiali destinate a sostituire esseri umani.

Sostiene Amodei: “La a maggior parte o tutti gli esseri umani potrebbero non essere in grado di contribuire in modo significativo a un’economia sufficientemente avanzata basata sull’intelligenza artificiale”.

Cosa faranno gli esseri umani considerati inutili, e quindi privati di lavoro? Amodei immagina “un’economia capitalista di sistemi di intelligenza artificiale, che poi distribuiscono risorse agli esseri umani” in funzione di ciò che “i sistemi di intelligenza artificiale ritengono abbia senso ricompensare negli esseri umani”.

Si prefigura cioè una società dove gli esseri umani, privati della possibilità di lavorare, godono di un reddito di cittadinanza universale detto ‘Webfare’. Si passerebbe così dal ‘Welfare’ -il sistema economico di cui era fervido sostenitore Olivetti, basato sulla ‘piena occupazione’, sul lavoro per tutti- al ‘Webfare’, ovvero alla ‘piena disoccupazione’.

Adriano Olivetti dice: “ Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo”.

Dario Amodei dice: “l’intelligenza artificiale diventerà così ampiamente efficace ed economica” tanto che “il nostro attuale assetto economico non avrà più senso”. Gli umani vivranno allora “vegliati con amorevole grazia da intelligenze artificiali”.

Ma sta a noi scegliere, e siamo sempre in tempo per scegliere.

 

Grazie a Sergio Bologna per la proposta.